Labcity


Quella storia del western, tra l’altro, era vera. 
Shatzy ci lavorava da anni. All’inizio aveva accumulato idee, poi si era messa a riempire quaderni d’appunti. Adesso usava il registratore. Ogni tanto lo accendeva e ci diceva delle cose dentro. Non aveva un metodo preciso, ma andava avanti, senza fermarsi. 
E il western cresceva.

L’idea del sito è nata nel 2008 dalla confluenza su City di Baricco di un duplice interesse. Da una parte c’era la spinta a ripercorrere i sentieri di City con un lavoro che si confrontasse con la complessità delle sue architetture interne. Dall’altra parte c’era la spinta a sperimentare, con un lavoro applicativo, le teorie sull'impatto dell'ipertestualità elettronica in campo letterario che, negli anni Novanta avevano dato vita a vivace dibattito tra gli studiosi.

Dopo mesi dedicati alla progettazione della struttura, alle prove di costruzione delle prime pagine e alla stesura della presentazione del lavoro,era stato registrato il sito con la denominazione di labcity.it. Il nome labcity voleva suggerire simultaneamente l’idea di uno spazio-laboratorio in cui sperimentare delle ipotesi e quella di uno spazio-labirinto, topos spesso utilizzato nelle trattazioni sugli ipertesti. Alludeva anche a un altro nome: quello del sito abcity.it (allestito dalla Rizzoli per il lancio sul Web diCity e non più online) che, a sua volta, richiamava le iniziali di Baricco, ab, ma anche l’idea di un abc, come un abbecedario sul libro.

Per lo sfondo delle pagine era stato scelto il colore blu, che, insieme alle immagini delle bussole sulla homepage, era un riferimento alla copertina della prima edizione di City e alla grafica di abcity.it. 


L'intento era quello di collocare la costruzione del sito lungo la sequenza, “originata e destinata altrove”, della quale partecipavano già City  e abcity.it. 

Ne I barbari, Baricco individua il “trailer” di quella che ritiene una vera e propria  mutazione culturale che coinvolge anche il mondo dei libri nel principio attorno a cui è stato costruito Google: «l’idea che le traiettorie suggerite da milioni di links avrebbero scavato i sentieri guida del sapere». Il libro diventa allora per Baricco un «nodo passante di sequenze originate altrove e destinate altrove. Una specie di trasmettitore nervoso, che fa transitare senso da zone limitrofe, collaborando a costruire sequenze di esperienza trasversali».

In quest’ottica, l’esperimento “barbaro” che si proponeva labcity.it era quello della costruzione di uno strumento di studio di un “libro-sistema passante”, qual è City, capace di aderire all'oggetto dello studio seguendone le forme e le traiettorie e di cogliere, con un approccio dinamico e aperto a più voci e punti di vista, un tratto sufficientemente ampio della sequenza, originata e destinata altrove, lungo la quale City si colloca come centro, secondo quello che Baricco considera uno degli stilemi esistenziali dei barbari:  «un centro fondativo che motiva il sistema e una periferia che magnetizza il senso». 

A maggio del 2009, a dieci anni esatti dall’uscita di City in libreria, labcity.it è stato segnalato ai motori di ricerca e da allora ha cominciato lentamente a risalire negli indici fino a ritrovarsi in prima pagina tra i risultati delle ricerche effettuate con la chiave “city baricco”.

Il sito si è sviluppato per circa tre anni, con la creazione di più di cento pagine dai contenuti in progress e costantemente aggiornati, ricevendo in media più di 500 visite al mese.

Nell’idea originaria il sito doveva integrare nello stesso spazio la dimensione verticale di un saggio con quella orizzontale di un sito web. L’approccio saggistico si proponeva – con la consapevolezza dei limiti di uno sguardo amatoriale non specialistico – uno studio critico del testo a un livello di approfondimento cui l’opera di Baricco non era stata ancora sottoposta dalla critica qualificata. L’approccio web si proponeva la costruzione di una rete ipertestuale di testi e materiali collegati a City.

City doveva rimanere al centro di un sito-laboratorio, come oggetto di sperimentazione delle logiche del web applicate allo studio dei testi letterari. Il progetto era elaborato sulla base del modello di ipertesto letterario proposto da Claude Cazalé Berard e rivisitato da Alberto Cadioli nel suo Il critico navigante. Intorno a City si doveva intrecciare un labirinto di sentieri che, partendo o arrivando al libro o al testo, avrebbero consentito la costruzione di sequenze di senso modulabili secondo una pluralità di snodi possibili. City e i suoi dintorni dovvano costruire una sorta di enciclopedia aperta e potenzialmente interattiva che collegasse in rete il centro del testo e le periferie.

Alla prova dei fatti, tuttavia, l’utilizzo prevalente del sito si è dimostrato orientato a una fruizione caratterizzata da passaggi veloci e mirati alla ricerca di frammenti di testo da ricollocare, presumibilmente, come citazioni entro proprie sequenze personali in blog o pagine di social-network. Difficilmente si è rilevata una fruizione mirata ad approfondire la lettura di City con la consultazione dei materiali di supporto, interviste articoli, trascrizioni di interventi di Baricco mentre la dimensione interattiva non è riuscita a svilupparsi.

D’altronde, anche altrove – in luoghi del Web come blog o social-network, attraverso i quali lettori e fan di Baricco transitano – difficilmente si rilevano contenuti di approfondimento sui testi. Dilagano invece le citazioni decontestualizzate di frasi o brani attraverso le quali i lettori esprimono e comunicano sentimenti personali. Proliferano anche i commenti di natura emozionale, espressi da estimatori o detrattori, nell'ambito di gruppi e pagine che polarizzano le manifestazioni di appartenenza a una categoria o all’altra.  D'altronde Baricco, sempre ne I barbari Baricco – I barbari. Saggio sulla mutazione – La biblioteca di Repubblica – 2006, scrive:

«Se su ogni cosa il mutante si soffermasse con la pazienza e le attese del vecchio uomo con i polmoni, la traiettoria si disferebbe, il disegno andrebbe in pezzi. Così il mutante ha imparato un tempo, minimo e massimo, in cui dimorare nelle cose. E questo lo tiene inevitabilmente lontano dalla profondità, che per lui è ormai un'ingiustificata perdita di tempo, un'inutile impasse che spezza la fluidità del movimento. Lo fa allegramente perché non è lì, nella profondità, che trova il senso: è nel disegno.E il disegno è veloce, o non è nulla».

La sperimentazione condotta nei primi anni di presenza del sito sul web ha mostrato l’inadeguatezza delle teorie degli anni Novanta sugli ipertesti letterari, rivelatesi, in definitiva fuori dalle logiche e dagli usi consolidatisi, nei fatti, nella realtà del Web, più rispondente, agli scenari descritti da Baricco stesso ne I barbari Baricco – I barbari. Saggio sulla mutazione – La biblioteca di Repubblica – 2006. La presa  d’atto del fallimento costruttivo della concezione originaria del sito ha generato l'esigenza di riprogettare la configurazione del sito, semplificandone la struttura e alleggerendo i testi, con l'idea di spostare i contenuti saggistici in un testo lineare, possibilmente anche cartaceo.

Tuttavia, dopo una lunga pausa nei lavori, l'applicazione utilizzata per l'aggiornamento del sito era diventata obsoleta e non più gestibile rendendo impossibile lo snellimento del sito progettato.  

A settembre 2015 labcity.it è stato chiuso. 

Il nuovo sito www.labcity.eu è il risultato di una ristrutturazione che ne ha modificato la configurazione e, in parte, gli intenti, combinando gli interessi che mi avevano spinta a costruire il sito con la constatazione del fallimento dell'approccio originario.

Non in contrasto con la nuova configurazione del progetto è la rinnovata proposta di costruzione di un’opera collettiva aperta ai contributi e ai differenti punti di vista di chi voglia contribuire alla vita del progetto.

Questo sito continuerà ad essere un grande contenitore di dati e materiali utilizzabili da chi svolga ricerche Baricco, un portale di accesso a contenuti su City e su Baricco sparsi sul web, e uno specchio sfaccettato moltiplicatore degli approcci possibili a City.

Rimarrà anche un luogo di passaggio per chi, seguendo proprie traiettorie, lo attraverserà velocemente, alla ricerca di un brano da citare o di una data o un nome da ricordare. 

City sarà sempre al centro del progetto come fulcro dei diversi materiali che ruotano intorno al libro e come nodo passante delle traiettorie, originate e destinate altrove, che lo attraversano. 

Maria Teresa Di Pace