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I personaggi sono strade 


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...immaginavo personaggi che erano strade, e alle volte iniziavano e morivano in un quartiere, altre attraversavano la città intera, infilzando quartieri e mondi che non c’entravano niente uno con l’altro e che pure erano la stessa città [...] I personaggi - le strade - sono tanti. C’è un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, uno che è un gigante, un altro che è muto. C’è un ragazzino che si chiama Gould, e una ragazza che si chiama Shatzy Shell (niente a che vedere con quello della benzina). Ci sono dei professori, della gente che gioca a calcio, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre, e c’è anche un generale dell’esercito. Gente. Strade. Si prendono le strade e si va.

Ancora una cosa vorrei dire. Dato che uno dei personaggi (il ragazzino che si chiama Gould) va all’Università, ogni tanto, in City, compaiono dei professori che, secondo una certa logica, fanno lezione.

(Baricco, dalla presentazione online su abcity.it)

I personaggi sono strade

Baricco descrive City come un libro costruito come una città in cui le storie sono i quartieri e i personaggi sono le strade. I personaggi sono presentati nella loro funzione di collegamento delle storie che strutturano il testo, sia nella prefazione sui risvolti di copertina della prima edizione, dove Baricco afferma: «questo libro è costruito come una città, come l’idea di una città. […]Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade», sia nella presentazione di City sul sito abcity.it, dove specifica: «ci tenevo, a City, perché dice cosa questo libro è sempre stato, nella mia testa. Una città. […] Pensavo alle storie che avevo in mente come a dei quartieri. E immaginavo personaggi che erano strade, e alle volte iniziavano e morivano in un quartiere, altre attraversavano la città intera, infilzando quartieri e mondi che non c’entravano niente uno con l’altro e che pure erano la stessa città».

Baricco sottolinea la funzione di attraversamento e raccordo dei personaggi/strade, rispetto alle storie quartieri del libro/città, ma si potrebbe anche ipotizzare un testo strutturato come un web in cui i personaggi si muovono come un puntatore, attivando i link che aprono e connettono i nodi dell'ipertesto. In ogni caso, si può dire che i personaggi di City assolvono al duplice ruolo di rivelazione dei mondi racchiusi nelle storie del testo e di riduzione ad unità di essi.

Sono personaggi deboli, a cui Baricco ha sottratto forza di soggetto per dotarli di un peculiare potenziale evocativo. Non sono “eroi”, ma sono il distillato di schiere di personaggi della letteratura, ma anche e soprattutto del cinema e dei fumetti e cartoon, sedimentati nei mondi dell'immaginario collettivo. Si muovono, richiamando da quei territori comuni emozioni condivise dai lettori. Sono personaggi già letti o già visti che non bisogna sforzarsi di ricostruire nella loro peculiare identità, ma che basta limitarsi a riconoscere da tratti appena accennati che rimandano a mondi narrativi non solo letterari, ma che costituiscono una costellazione «di esperienze diverse e in qualche modo anche equalizzate».